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Ayyubidi
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Gli mwcwAyyubidi furono una dinastia mwdacurdo-mwdqmusulmana fondata dal condottiero mwdgSaladino, dopo la morte nel mwdw1174 dello mweazengide mweqNur ed-Din (che era stato signore di Ṣalāḥ al-Dīn). La dinastia finì con la morte dell'ultimo mwegsultano mwewal-Ṣāliḥ Ayyūb e l'assassinio di suo figlio al-Muʿaẓẓam Tūrānshāh nel mwfq1249-mwfg50 da parte dei mwfwMamelucchi del corpo dei mwgamwgqBahriyya, che entreranno in possesso della parte occidentale del regno ayyubide, dando inizio al mwggSultanato mamelucco del Cairo.
Il nome deriva dal genitore di Saladino, Ayyūb (Giobbe), che col fratello mwhaShīrkūh entrò al servizio degli mwhqZengidi, impegnati allora nel contrasto delle forze mwhgcrociate nell'area mwhwsiro-mwiapalestinese. Il regno costituì una federazione semifeudale unita da legami di consanguineità tra i suoi principi, che dovevano fedeltà al sultano d'Egitto.cite-ref-1[1]
Contents
• Storia
• Note
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Storia
Il diretto erede di Saladino fu dal mwlq1200 suo fratello mwlgal-Malik al-ʿĀdil Sayf al-Dīn (nelle cronache crociate ricordato come Safedino) e, dopo di lui, a partire dal mwlw1217 il figlio di questi mwmaal-Malik al-Kāmil, stimato da mwmqFederico II di Svevia e contattato da mwmgFrancesco d'Assisi nel suo inutile tentativo di evitare ulteriori lutti portati dalle Crociate. Durante il regno ventennale di al-Malik al-Kāmil il regime ayyubide si rafforzò nell'area grazie a una serie di conflitti a spese dei regni confinanti, soprattutto contro i mwmwSelgiuchidi, la guerra contro i quali portò all'acquisizione di nuovi territori a nord dell'mwnaIraq, benché nello stesso tempo lo mwnqYemen passasse definitivamente sotto il controllo dei mwngRasulidi. Nei confronti dei cristiani al-Kāmil perseguì invece una politica di appianamento delle ostilità, tanto da proporre più volte la cessione di mwnwGerusalemme in cambio della tregua, accordo che alla fine fu raggiunto con Federico II.
Dopo la morte nel mwoq1237 del sultano al-Malik al-Kāmil, subentrò nel mwog1240 mwowal-Ṣāliḥ Ayyūb, penultimo sultano ayyubide d'Egitto, esiliato precedentemente dal padre, insospettito dal suo affannoso acquisto di schiavi (mwpamamlūk) turchi da destinare al servizio militare, a causa della crescente inefficienza dell'esercito curdo-turco-arabo formatosi per iniziativa dei primi ayyubidi. A Oriente, intanto, era sempre più pressante e destabilizzante per la dinastia la presenza mwpqmongola, che aveva fatto ricorso all'impiego dei mwpgcorasmi, contro i quali al-Kāmil fu portato a incrementare il reclutamento di schiavi (mwpwmamālik, Mamelucchi) turchi.
Nel vuoto di potere seguito alla morte di al-Ṣāliḥ Ayyūb il prestigio dei Mamelucchi crebbe. Questi ressero di fatto il potere durante la minore età dei suoi successori, riscuotendo consensi grazie alla vittoria sugli eserciti cristiani di mwqqLuigi IX di Francia a mwqgMaṇsūra, nel mwqw1250, e al successo sui mongoli nel mwra1260 ad ῾Ayn Ǧālūt. Alla morte di al-Ṣāliḥ Ayyūb saranno proprio i Mamelucchi del vecchio sultano ad assassinare il figlio al-Muʿaẓẓam Tūrānshāh, incapace di fermarne i piani e di placare la loro gelosa volontà di conservare i privilegi di cui avevano fino ad allora goduto.
La vedova di al-Ṣāliḥ Ayyūb garantì il legame dei Mamelucchi con la dinastia di cui erano stati servitori, tanto che la donna, Shajar(at) al-Durr, fu sposata dal Mamelucco Muʿizz ʿIzz al-Dīn Aybak - che funse anche da mwsamwsqatabeg del piccolissimo figlio di al-Ṣāliḥ Ayyūb e di Shajar al-Durr (destinato a prematura morte) - legittimando in tal modo il trapasso dei poteri nel nuovo regime sultanale della dinastia mamelucca di Egitto e di Siria.
Con la fine della dinastia rami secondari ayyubidi resistettero in mwswMesopotamia e in mwtaSiria e Yemen, il più duraturo dei quali fu quello siriano di mwtqHama, che terminò nel mwtg1334.
Sultani ayyubidi d'Egitto
Sultani ayyubidi di Damasco
• al-Ṣāliḥ Ismāʿīl mwlq1237
• mwnwal-Ṣāliḥ Ayyūb mwoa1239
Termine della dinastia in Siria, a seguito della mwsainvasione mongola.
Emiri ayyubidi di Aleppo
Emiri ayyubidi di Hamah
Emiri ayyubidi di Homs
Emiri ayyubidi dello Yemen
Note
cite-note-11. ↑ mwarcmwargmwarkFedericiana (2005) «Ayyubidi, dinastia», di Bruna Soravia, su mwarotreccani.it.
Bibliografia
• mwar4The Cambridge History of Egypt: Islamic Egypt, 640-1517 (a cura di Carl F. Daly e M. W. Petry), 2 voll., M.D. Publications Pvt. Ltd, 1996, ISBN 81-7533-008-2 mwasaThe Cambridge History of Egypt (vol. I) su books.google.it e, in particolare:
1. Michael Chamberlain, "The crusader era and the Ayyubid dynasty";
2. Linda S. Northrup, "The Bahrī Mamlūk sultanate".
• Maurice Gaudefroy-Demombynes, mwasyLa Syrie à l'époque des Mameloukes, Parigi, 1923.
• David Ayalon, mwasgStudies on the Mamlūks of Egypt (1250-1517), Londra, 1977.
• citerefcitereflane-poole1894Stanley Lane-Poole, The Mohammedan Dynasties: Chronological and Genealogical Tables with Historical Introductions, Kessinger Publishing, 2004 [1894], ISBN 978-1-4179-4570-2.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• citerefenciclopedia-italianaGiorgio Levi Della Vida, AYYŪBIDI, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1930.
• citerefdizionario-di-storiaAyyubidi, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefencyclop-dia-iranica(EN) Ayyubidi, in Encyclopædia Iranica, Ehsan Yarshater Center, Columbia University.
• mwatgDinastia degli Ayyubidi, su islamicarchitecture.org.